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§ Deadly Doll §___Le Requiem De La Mort____ February 15 RossoSinuosamente accompagnata dal melodico suono di un sogno lontano, la vergine ignara percorrerà silenziosamente le minacciose e segrete vie alberate che conducono al segreto regno dell’Eden. Penetrando nell’altrui realtà muoverà i propri passi sulla battuta terra guarnita da sassolini appuntiti i quali sembreranno attraversare la fluttuante sostanza che compone le sue vesti di velluto scarlatto. Come un irrequieto spirito piangente la sua anima di lacerata vergine correrà attraverso la vegetazione fitta, bagnando le proprie labbra di fresca rugiada mattutina. Tacchi di cristallo, duri come le rituali parole che inseguono mortalmente la fanciulla con la loro oscura presenza nella selva misteriosa. Suonano antiche e magiche, richiamo di una danza forzata nel cui centro, povero agnello sacrificale. Sono gli occhi sgranati della vergine quelle perle splendenti nel piatto sorretto dinnanzi all’altare, cuori d’argento. Artificio
E’ tardi, e li ritmo che scorre sulla ruvida superficie artificiale è pari a quello del melmoso declino di un unico riprovevole atto. NullaMembra esili divise in differenti spazi, lontani. Membra delicate spezzate nelle loro giunture. Ed agonizzante è il respiro dell’anima morente che annaspando alla ricerca di una verità nascosta, sotto la sabbia bollente di mezzogiorno continuerà a scavare martoriando ed ustionando le proprie dita fragili di infante di porcellana. Ingenua creazione del solitario uomo sconfinata disperazione nell’immobile imitazione. I piedi scalzi e tumefatti dalla corsa mai esistita sulla fastidiosa strada di una vita mai vissuta colma di sassi ai margini e nascosti, dopo avvallamenti sicuri. Come una sorgente luminosa, una luce ed una via di fuga lontana. Scivolando lente e come fossero acqua su un vetro appannato, le dita di perla del maestro. Creatore dell’ingenuo involucro, fragile, come ciò che contiene. Un guscio vuoto oramai, rotto in mille frammenti come il fragile involucro di un uovo. Involucro dell’uomo. Agonizzante vuoto d’aria, insignificante lamento di una separata essenza. Narratore sconosciuto nascosto dietro una colonna di marmo rosa. Che mera soddisfazione del pazzo creatore quella dell’uomo folle che in cerca di risposte fissa senza fiato i piedi recisi di un innocente. Fermalo. The toy's wishIncostante è il pensiero che avvolge con braccia gelide le quali donano un immenso ed immotivato tepore alle stanche membra rigide di una bambola morente composta da ricambi e logori abitini, persa nel’immobile ricerca di una verità sul suo giaciglio di rovi, decorati con rose tinte del sangue degli giovani ed inesperti visitatori del tuo sepolcro. Sei sono le speranze che rimangono sul fondo del bicchiere di cristallo mentre corposo scende lentamente il vino attraverso la cavità dilaniata di un manichino dalla gola recisa. Occhi socchiusi in un mondo immaginario, privi di una luce apparente, guida sconosciuta ed involucro spezzato cole le candide ali di un innocente angelo caduto ingenuamente nell’altrui perdizione. Cinque sono i dubbi che attanagliano il burattino dinnanzi allo specchio, accasciato e vestito d’arlecchino piangerà le ripetitive percosse del mattino e l’umiliazione subita dinnanzi a sguardi ridenti. Dubbi che cingono elegantemente un cuore con dita di affilate lame. Quattro sono gli attimi sprecati nella fuga dalla ballerina del carillon, obbligata al ripetitivo ed ondeggiante movimento sulla lastra di vetro dagli scarlatti motivi circolari. Attimi di disperazione nei pensieri angoscianti nel cui labirinto la ballerina ha perduto la via del ritorno, priva del filo di Arianna. Tre sono le melodie suonate dal demone piangente che spera silenziosamente in una redenzione. Momentaneo dissenso del suo basso istinto di cacciatore. Due sono le righe stese dal cupido morente sulla baia dell’amore. Redige le sue volontà sulla sabbia umida che presto, con un onda, verranno spazzate via. Uno è l’auspicio di una povera Doll martoriata. Silenzioso ed inespresso a se stessa. Desiderio minaccioso ed invisibile. Guance di porcellanaLentamente si affaccia come un gorgoglio di acqua amara lungo la trachea recisa, si muove sinuosa come un serpente nella giungla ed addenta la sua preda come l’estremo cacciatora bramando la vendetta senza amore. Surreale immaginazione e guance di porcellana, occhi ridenti colmi di una nera disperazione. Sogno da bambina rinchiuso nell’armadio assieme all’uomo nero urla e si dibatte. Fugacemente un sguardo sarà rivolto all’osservatore, spasmodico tocco di mani inesperte. Da quelle membra stanche e rigide di povera bambola morente distesa sul suo giaciglio fatto di fanghiglia salmastra, costantemente adibito allo spettacolo del mondo mera soddisfazione di un angelo sadico il cui cuore gelato è racchiuso nelle mani di un burattinaio menefreghista. Bambino capriccioso che osserva senza espressione Il volto deturpato del morente involucro. E scosso leggermente è il volto, dalle onde prive di sentimento, che una dopo l’altra, lunghe e leggere, cullano dolcemente il martoriato sorriso rotto. Fiore reciso dal suo stelo, morente ed agonizzante periodo nel quale un’illusoria proposta si affaccia nella mente del perverso osservatore essiccando il volto d’angelo diverrà immutabile. Fermo in un’espressione di profondo terrore, sotto il sole nascente e calante per ore e giorni, anni e secoli, coperto dal pesante manto grigio che muta l’espressione di terrore del suo viso. Silenziosa e piangente bambola vuota ma piena di un sentimento che in molto ignorano. Si muove nei sogni di infanti addormentato e gli canta una ninna nanna al chiarore della luna, ticchettando sulla lustra superficie con le sue scarpette di vernice. Fine ( ? ) |
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